Il suo slogan è: più calciatori nel governo del calcio? Ammesso nel campionato di Prima Divisione inaugurato dal Direttorio X Zona. LAZIO (prima maglia) – ufficiale – Lo slogan “Unica Fede, Unica Passione” è applicato in ideogrammi nipponici sul retro della maglia, sotto il colletto. La maglia può presentare inserti di altri colori a seconda dello sponsor tecnico e della moda del momento. Si deve al presidente romano Gaetano Anzalone (che era un costruttore edile) il merito di aver regalato alla squadra uno dei suoi più gloriosi allenatori, lo svedese Nils Liedholm, che aveva giocato nel Milan per dodici campionati, e che quando diventò tecnico inaugurò in Italia la disposizione difensiva ‘ a zone’, in base alla quale si attribuiva al calciatore un’area del campo su cui esercitare un controllo. Discutibile e fatale resta poi la sua decisione del 16 marzo 1969, quando l’allenatore farà entrare in campo Giuliano Taccola, che soffriva di febbri intermittenti (per le quali si stava indagando la causa) e che subito dopo la partita contro il Cagliari morirà negli spogliatoi per una crisi cardio-respiratoria. Con lui la Roma vinse, nel 1969, la seconda Coppa Italia, ma nel luglio dell’anno seguente suscitò parecchie polemiche per la cessione alla Juve di Luciano Spinosi, Fausto Landini e Fabio Capello.
Il 10 agosto 1980, quasi due mesi dopo la vincita della terza Coppa Italia, approdò a Fiumicino il semi-sconosciuto centrocampista brasiliano Paulo Roberto Falcao, che nel suo paese giocava da sei anni nel club dell’ International. Ad Evangelisti succede l’avvocato Francesco Ranucci, che dopo soli pochi mesi lascia il timone ad Alvaro Marchini, pro-zio dell’attuale politico Alfio. Ad esempio, valorizzava molto, come elemento motivazionale, l’incitamento del pubblico, che a quei tempi era assai più silenzioso di oggi, e forse di deve proprio a lui l’indiretto merito di quel memorabile 16 marzo 1986, quando in panchine sedeva lo svedese Eriksson, e sugli spalti venne allestita una coreografia talmente maestosa che forse non fu affatto un caso se poi la Roma vinse con un’intimidita Juventus per tre a zero. Gli estoni sopravanzarono in classifica proprio andorrani e ciprioti. A lui viene affidato il compito di risollevare le sorti della squadra, che nel giro di sole sette giornate sarà già in testa alla classifica di serie B, anche se il suo primato verrà marcato stretto, soprattutto dal Brescia. Colpire di testa può essere scoraggiante per i bambini, ma se ti alleni abbastanza e lo fai bene, non ti farai male. Nella provincia lombarda giocò per due stagioni, e poi giunse nella capitale, conquistando il titolo di ‘core de Roma‘ durante una partita dell’8 gennaio 1961. All’epoca non si veniva sostituiti, e Losi, anche se le sue condizioni fisiche erano scarse, quel giorno segnò sotto la pioggia un famoso goal di testa che decretò la vittoria della Roma contro la Sampdoria.
Quando il presidente Bazzini diede le dimissioni lo sostituì Pietro Baldassarre, che si trovò a gestire la squadra durante il periodo bellico. Il 16 marzo 1979 il presidente Anzalone rassegna le dimissioni per dare il via alla lunga presidenza di Dino Viola. Originario della Lunigiana, vicino a Massa Carrara, Viola giunge a Roma come studente d’ingegneria. Nato vicino a Cremona, maglia bayer leverkusen 2025 da bambino portava le munizioni ai partigiani. Il presidente Franco Evangelista (che era di Alatri, vicino a Frosinone) riesce a risanare le casse non solo vendendo calciatori ma anche con un prestito federale e trasformando l’ A.S. L’ assenza di Amadei, ceduto all’Inter, pesava come un macigno, e nemmeno il ripescaggio del portiere Masetti (rimasto mitico per le sue 358 parate) riuscì ad evitare il tracollo. Il torneo nazionale venne sospeso per due stagioni, dando spazio a competizioni locali (come il campionato romano di guerra) ed in questo periodo di bombe e di fame (nel quale nacque anche il totocalcio nel ’46) Baldassarre cedette il passo a Pier Carlo Restagno, un banchiere torinese che dirigeva l’ istituto San Paolo, e che divenne anche deputato e senatore. La squadra, che nella sua storia militò sempre nelle categorie inferiori tranne che nella stagione 1965/66 (ripescata in Bundesliga a causa della retrocessione a tavolino dell’Hertha Berlino e al vincolo federale che stabiliva la presenza di una squadra di Berlino Ovest nel massimo livello del campionato tedesco), nonostante il fallimento del 1973 è ancora oggi una delle più ricercate in Germania.
Al contrario, la sua posizione in campo prediletta e più congeniale sembra essere quella di mezzala destra in un centrocampo fluido, in cui ci si scambiano le posizioni, perché ha buone doti di incontrista, che pressa nel recupero della palla, ma anche un’accelerazione propulsiva, simile a quella di Parolo, che gli consente di tenere alta la squadra e il livello di pericolosità. I giocatori si guardarono e capirono che giocare a calcio e vincere di fronte ai propri tifosi avrebbe dato loro la speranza di resistere e così decisero di giocare alla loro maniera: la Start tornò in vantaggio e fissò il risultato sul 5-3. Poco prima del fischio finale Klymenko partì dalla propria metà campo con la palla al piede, scartò tutti i giocatori della Flakelf compreso il portiere, fermò la palla sulla linea e la calciò a centrocampo. Questo trasferimento causerà la reazione di Ciccio Graziani, che prenderà a pugni il suo ex-compagno di squadra per aver esultato troppo durante un giro di campo in rosso-nero. Capocannoniere della seguente stagione fu il brasiliano (di origini italiane) Dino Da Costa, che fu chiamato ‘castigalaziali‘ per i nove goal segnati durante i derby.